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La Natura Reciproca di Yin e Yang |
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Il concetto di
yin e yang costituisce
l'ideologia fondamentale della filosofia orientale. Yin e yang sono le
due proprietà reciprocamente contraddittorie di tutti i fenomeni.
Poiché vengono interpretate come la natura bifronte di quello che è in
verità un unico fenomeno, si dice anche che queste due polarità non
siano mai realmente "fisse". Il pensiero orientale non vede alcuna
differenziazione antagonistica nel mondo naturale (il maschio
contrapposto alla femmina e così via). Al contrario, sostiene che
tutte le cose facenti parte della creazione possiedono una natura a
due facce e che il Tao, l'unione assoluta di queste due facce, esiste
alla fonte stessa della differenziazione.
Ecco cosa diceva Lao-Tse riguardo al Tao:
| Il
Tao è qualcosa che esisteva solennemente già prima che i cieli si
aprissero. Esso non ha voce né forma, esso è eterno e
indistruttibile, esso non esiste in nulla ed è indipendente da
tutto. Pertanto esso può essere chiamato la madre del mondo e
tuttavia io non so quale possa essere il suo nome. Così, con
presunzione, io gli attribuisco il nome di Tao. Quando le persone
non sono avide e le loro menti sono limpide, esse possono vedere
la realtà di questo innominato Tao, ma quando le persone sono
egoiste esse vedono nel mondo solo antagoinismo e discriminazione.
Il vero Tao e l'opposizione e la differenziazione nel mondo sono
tutt'uno alla fonte e ogni cosa nasce da quella sorgente quasi
fosse una soglia. ( 1 )
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Lao-Tse sosteneva anche
che il Tao è alla fonte di tutte le cose e che, nella loro essenza,
tutte le opposizioni e le differenziazioni nel mondo sono tutt'uno con
il Tao. Lo I: Ching
( 2 ) o Libro dei
Mutamenti spiega che ciò che esisteva prima del principio
dell'universo era taikyoku
( 3 ) e che
yin e
yang
sono nati al principio del mondo quando si è attivanto taikyoku.
Per questo si afferma che yin
e yang
sono nati da un'unica fonte. Yang
è attivo sulla superficie dell'esistenza, mentre
yin esiste
più in profondità come supporto assoluto dell'azione di
yang. La
teoria di yin
e yang,
contrariamente alle teorie scientifiche, non percepisce la natura come
materia. E' invece un'ideologia nata dalla comprensione olistica
intuitiva dell'esistenza della "vita invisibile".
Il potere motivante che sta dietro lo sviluppo di tutta la creazione e
quello che contiene le opposte proprietà di
yin e di
yang
è conosciuto come ki. Ki è considerato come unitario
alla fonte ma con un aspetto dinamico e uno restrittivo;
yang
rappresenta l'aspetto dinamico e yin
quello restrittivo. Yin
e yang
sono considerati immersi in uno stato di cambiamento in tutti i
fenomeni naturali, poiché tutte le cose del mondo naturale sono nate
dall'esistenza della opposizione e della differenziazione. Il vento
soffia secondo le variazioni della temperatura e l'acqua scorre sulla
terra secondo l'altitudine. La nuova vita nasce secondo le differenze
sessuali e le cellule si rigenerano secondo le dinamiche della
pressione idrica nell'osmosi. Ecco cosa si intende con il concetto che
tutti i cambiamenti si generano dall'esistenza della differenziazione.
Come persone, noi siamo capaci di percepire la nostra stessa esistenza
in quanto esistiamo separatamente dagli altri. Siamo in grado di
sentire caldo e freddo poiché esistono variazioni nella temperatura.
Di fatto tutta la vita è condotta in virtù della esistenza di queste
opposizioni e differenziazioni e tutte le cose esistenti nel mondo
naturale sono in relazione reciproca: donna e uomo, così come i due
poli magnetici positivo e negativo. Per di più, queste polarità non
possono esistere senza il loro opposto. Analogamente, causza ed
effetto sono inseparabili perché ciascuno ha il potenziale di essere
l'altro. Ciò è noto come "causa ed effetto contemporaneamente".
Si afferma inoltre che
yin e
yang hanno
"causa ed effetto contemporaneamente" e che la natura si genera dal
loro cambiamento costante. La parola I
( 4 ) (da I: Ching)
significa proprio cambiamento costante. La natura esiste attraverso il
cambiamento ed è cambiamento. La filosofia orientale
interpreta l'essenza della natura come energia e, dato che l'energia è
formata dalle proprietà opposte di yin
e yang,
la natura è in grado di continuare a manifestare cambiamenti senza
limiti. E' con questo retroterra filosofico che la medicina orientale
comprende il corpo come vita invisibile o energia, e non come mera
materia. Pertanto la diagnosi nella medicina orientale non si fa
ricercando le anomalie nel corpo fisico e categorizzando la malattia,
bensì attraverso la diagnosi sho, che riconosce l'equilibrio
e l'armonia della vita e dell'energia.
Un esempio di manifestazione di yin
e yang
nella vita quotidiana può essere dato scrivendo col gesso sulla
lavagna. La scritta è visibile soltanto in quanto il bianco del gesso
si staglia sullo sfondo nero della lavagna. La relazione tra scrittura
e lavagna è simile a quella di yin
e yang.
Yang
risulta evidente sulla superficie e può essere individuato attraverso
il ragionamento. Yin
genera yamg e conserva il retroterra come insieme. La spiegazione di
yin
e yang
non si limita affatto alla relazione tra gesso e lavagna. Dal momento
che il contrasto viene percepito attraverso il senso della vista, ogni
volta che la lavagna viene focalizzata come intero, il contrasto si
attenua e si confonde, mentre quando l'attenzione si concentra su una
parte qualsiasi, il contrasto ridiventa netto e preciso.
Notate, ad esempio, la forma del vaso creata
dalle linee nere nella figura.

La parte nera rappresenta la base, in altre parole lo sfondo,
consentendo alle due persone che si fronteggiano di emergere come
figura in primo piano - oppure la parte nera può divenire figura, e
allora quella bianca assume il ruolo di sfondo.
Le manifestazioni di
yin e
yang
in funzioni fisiche possono essere esemplificate dal tenere in mano
una coppa: noi percepiamo questo atto come un movimento che, a prima
vista, sembra limitato alla funzione muscolare (yang)
del sistema conico degli arti superiori. In realtà, questo movimento è
supportato dal lavoro del gruppo di muscoli al di fuori del sistema
conico (yin).
Yang
risulta evidente come attività di superficie e, al tempo stesso,
l'esistenza di yin
è essenziale per il supporto retrostante delle sue funzioni. Le nostre
azioni consce (yang)
sono dirette dal subconscio (yin).
Questo significa che non possiamo decidere consciamente cosa e come
sentire. Inoltre, conscio e subconscio rappresentano livelli diversi
della mente, che si uniscono a formare l'energia spirituale
dell'individuo. Prendiamo l'esempio dei ruoli tradizionali dell'uomo e
della donna: dell'uomo, che è yang,
si dice che è quello impegnato nel costruire la storia e nel fornire
le funzioni sociali. Di solito non viene presa in considerazione la
forza della donna, che lavora sullo sfondo. Anche dal punto di vista
psicologico, infatti, le funzioni sociali dell'uomo sono fortemente
sostenute dalla natura intuitiva della donna. Una vera donna riesce
spesso a controllare l'uomo attraverso la propria energia
yin.
Pertanto, sebbene yang
appaia evidente sulla superficie delle cose, esso è sempre interamente
sostenuto da yin
che sta sullo sfondo. Se da un lato yin
e yang
possiedono queste opposte nature ed esistono in dimensioni del tutto
diverse, al tempo stesso ognuno si unisce con l'altro per portare
avanti le funzioni essenziali della vita. La mente è
yin e il
corpo è yang,
ma la vita dell'individuo si svolge attraverso l'unione di entrambi.
Il corpo, che ha forma e peso, e la mente, che è senza forma e senza
peso, sembrano esistere reciprocamente ma, di fatto, sono
reciprocamente permeabili e sono un tutt'uno alla fonte. (Pertanto,
yin
e yang
hanno una relazione inseparabile, come le due facce di una stessa
moneta). Noi possiamo osservare la luce esattamente nello stesso modo:
come particelle di materia, oppure come onde. Nel nostro mondo
naturale tutte le cose contengono questa natura reciproca di
yin e
yang
e si manifestano come fenomeno unico attraverso funzioni
reciprocamente complementari.
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Yin e yang come luce e ombra: il conscio
e l'inconscio |
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Sul piano linguistico,
yin e yang si possono
spiegare come i due versanti di una montagna:

uno è quello dove batte il sole (yang),
mentre l'altro è quello in ombra (yin). Le parole
yin e
yang, che
derivano da ombra e sole rispettivamente, sono della
massima significatività nella filosofia orientale, in cui le cose che
vengono comprese a livello conscio sono note come yang e quelle che
appartengono al regno dell'inconscio sono note come yin. Le azioni
consce delle persone sono assimilate alla luce del sole perché,
proprio come la luce è necessaria per poter vedere, così la coscienza
è necessaria per percepire i contrasti. Dietro le cose conosciute
consciamente vi sono quelle che esistono nel dominio dell'inconscio
sconosciuto. Ciò che colloca yin in questo regno è il fatto che
un'ombra si forma inevitabilmente su un lato di un oggetto quando
questo è colpito dalla luce sul lato opposto (...)
Un'ombra è creata dalla luce che colpisce un oggetto, oppure già
esiste e diviene semplicemente visibile a causa della luce? Si
potrebbe pensare che questa è una strana domanda ma, prima che sorga
il sole, ogni cosa è nel buio. Questo buio, di fatto, è un'ombra. Se
vi fosse un mondo in cui nulla disturbasse l'esistenza della luce,
questa non potrebbe essere riconosciuta come luce. Noi crediamo che
l'ombra esista in quanto esiste la luce, ma il buio (o ombra) è
fondamentale se dobbiamo riconoscere la luce e la luce è fondamentale
se dobbiamo riconoscere l'ombra.
Anche la coscienza umana è nata dalla evoluzione di una parte
istintiva. L'incoscienza è la radice della coscienza e, pertanto, non
possiamo affermare che sia stata quest'ultima ad esistere per pima. Un
bimbo appena nato non possiede funzioni coscienti distinte, ma si
limita a crescere con ritmo graduale fino a distinguere se stesso
dagli altri, come prima cosa attraverso il riconoscimento
dell'esistenza della madre. Così, attraverso lo sviluppo della
coscienza del sé, l'inconscio viene sommerso dal conscio, si nasconde
dietro di esso e conduce un'esistenza terrestre. In un mondo
completamente coperto di buio uniforme, sorse il sole e creò quei
fenomeni contrastanti noti come luce e oscurità. Analogamente, il
bambino che vive in un mondo di completa incoscienza viene
risvegliato, attraverso la nascita di quella luce chiamata sé
o ego, al contrasto tra conscio e inconscio.
Con lo sviluppo del sé cosciente, le per4sone cadono nell'illusione
che la loro coscienza sia la loro padrona e maestra. Questa è la vera
forma del sé nei tempi moderni. Le cose che non possono essre gestite
a livello conscio vengono seppellite nel dominio dell'inconscio e, in
questo caso, l'inconscio esiste come ombra del conscio. Lo psicologo
occidentale Carl Jung chiama questo aspetto dell'inconscio l'ombra
e spiega come essa costituisca quell'aspetto del carattere di una
persona cui non è stato consentito di emergere in superficie e di
manifestarsi consciamente: per esempio, la natura introversa di una
persona che è più estroversa e la natura estroversa di un'altra
persona che è più introversa. Ecco perché le persone estroverse
criticano spesso quelle intoverse come prive della capacità di
socializzare, mentre le persone introverse svalutano quelle
estroverse, marchiandole dichiaratamente come frivole. Così ogni
persona viene disturbata dai lati nascosti della sua stessa natura,
quei lati cui non è stato permesso di emergere. Jung chiama questo
fenomeno proiezione (in cui, cioè, si proietta su un altro la
propria ombra).
Jung spiega come il sé viva attraverso la concettualizzazione e
l'integrazione dell'inconscio (l'ombra) con la propria realtà. In base
a prove cliniche e dati empirici, egli spiega che le persone soffrono
di disturbi nervosi quando si limitano a vivere soltanto nel mondo
conscio, senza mai oltrepassare i limiti della propria mente. In altre
parole, afferma che i disturbi nervosi sono causati dal materiale
inconscio rimosso che così afferma la propria esistenza.
E' quindi molto imporatente che le persone si evolvano e rimangano in
contatto con il proprio mondo subconscio. Riconoscere l'esistenza
della propria natura globale significa dar vita sia al mondo conscio
"normale", che esiste nel tempo e nello spazio, che al mondo inconscio
"anormale", che non esiste né nel tempo né nello spazio. A differenza
di Freud, Jung non soltanto ha identificato il livello delle azioni
rimosse dal SuperIo (conosciute come Id), ma anche l'esistenza del
livello di un inconscio collettivo, presente in tutto il genere umano.
I buddhisti credono che l'inconscio sia suddiviso in parecchi livelli
e che alla fonte di esso vi sia l'onnipresente e ubiquitaria coscienza
dell'univero, nota come la nona coscienza. In parole povere, i livelli
di coscienza cominciano con le sei parti del corpo che percepiscono i
cinque sensi occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente); oltre
queste v è la coscienza mana. La parola
inglese man (uomo) deriva dal termine sanscrito mana,
che è l'"ego" o "coscienza di sé", il riconoscimento dell'esistenza
del sé. Oltre ancra troviamo la alaya vignana o coscienza
alaya, che dsta a indicare un "luogo di immagazzinamento", un
sito in cui si raccoglie il potere o effetto delle esperienze.
Alaya è divenuta nota anche come "coscienza collettiva"
( 5 ). Tutte le
attività mentali e fisiche sono immagazzinate insieme nell'alaya
o cscienza collettiva, il che sgnifica che l'atività futura, sia
mentale che fisica, è determinata dal karma e che tutti gli incidenti
che si verificano durante la vita umana sono determinati dalla
coscienza alaya. biettivo della disciplina buddhista è la
purificazione della cpscienza alaya e il risveglio della nona
coscienza, che rappresenta la coscinza assoluta, colma di amore e
virtù, che pervade l'intero univrso.
Proprio come il sole sorge e getta la sua luce sulla montagna, creando
un'ombra, allo stesso modo, quando le persone sono consapevoli della
loro stessa autocoscienza, l'inconscio cade in una esistenza adombrata
dall'ego. Comunque, proprio come ogni cosa si trova nel buio prima che
il sole si levi, così è anche il mondo del grande inconscio infinito,
che comprende la nona coscienza, già presente nelle menti degli uomini
ancora prima del risveglio all'autocoscienza. La nona coscienza,
universale e fonte dell'inconscio, è direttamente connessa alla vita
onnipresente e ubiquitaria, e tutte le cose viventi sono nate da
questa sorgente. In Oriente si attribuisce maggiore importanza
all'intuizione, ala spiritualità e all'inconscio, che appartengono al
rgno di
yin, che non al materialismo,
alle parole e al conscio, che appartengono al regno di
yang, in
qanto il primo ha una relazione profonda con la vita onnipresente.
Nella filosofia orientale un'altra denominazione di
yin è
quela di vuo, dal quale si è generata ogni cosa e al quale
ogni cosa ritorna.
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Yin e Yang nella Medicina e nella Cultura |
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Yin è
l'energia latente sottesa all'esistenza, collegata molto più
strettamente ai fenomeni impercettibili della vita che non alle
manifestazioni visibili.
Yang appartiene a ciò che può essere percepito
fisicamente e coscientemente. Yin appartiene al mondo dell'intero e
yang a quello delle singole parti. La medicina orientale, che tratta
il corpo e la mente come un tutt'uno, può essere considerata come
medicina yin, mentre la medicina occidentale, che tratta il corpo come
materia, può essere considerata come medicina yang. In altre parole,
la medicina orientale riconosce la natura olistica di mente e corpo e
tratta entrambi come energia unitaria, mentre la medicina occidentale
considera il corpo e la mente come dualità e tratta la malattia come
un'anormalità del'area colpita.
Non è irragionevole affermare che vantaggi e svantaggi delle due
scuole di medicina, orientale e occidentale, sono intensificati dal
trattamento del corpo come intero da parte dell'una e nelle sue
singole parti da parte dell'altra. Le differenze sono simili alla
visione che una persona ha di un'intera montagna, mentre un'altra fa
un'analisi dettagliata di ogni singolo albero vivente su un lato della
montagna. Una visione totale della montagna non rivela ogni singolo
albero. Poiché la diagnosi nella medicina orientale si fonda
sull'intuizione del guaritore, escludendo l'uso di apparecchiature e
strumenti di analisi, essa coglie la condizione olistica della energia
del paziente, ma non è in grado di ottenere dati precisi relativi a
specifiche parti del corpo. La medicina occidentale considera, invece,
ogni albero, senza vedere la montagna nel suo insieme. In altre
parole, anche se è capace di cogliere la condizione di ogni singola
parte del corpo, essa non può riconoscere la natura olistica del corpo
e della mente del paziente ed è pertanto inconcepibile che possa
comprendere una condizione di armonia tra paziente e natura.
Attualmente, i metodi principali di cura medica diffusi nel mondo
rientrano nelle categorie sia della medicina orientale che di quella
occidentale. Tra questi, comunque, la manipolazione meccanica del
corpo, praticata dalla medicina occidentale, è di solito maggiormente
accettata rispetto ai princìpi della medicina orientale. Non possiamo
stabilire quale delle due in ultima analisi risulti corretta. E'
comunque possibile dire che coloro i quali pensano che soltanto un
punto di vista sia gusto si stanno forse focalizzando in maniera
estremizzata su questo aspetto. Dal momento che le due medicine,
orientale e occidentale, sono rispettivamente yin e yang, ecco che
ognuna può essere vista come complementare dell'altra. Dato che la
medicina di solito è una tecnica per curare la malattia, alcuni
credono che essa dovrebbe costituire un'integrazione dei metodi sia
occidentali che orientali. Ma, come ben sappiamo, la medicina
occidentale non basa le sue operazioni chirurgiche sull'agopuntura e
non prescrive erbe cinesi. La medicina orientale, dal canto suo, non
attribuisce significatività al riconoscimento obiettivo di uno stato
di malattia e, poiché il suo obiettivo è quello di praticare un metodo
terapeutico differenziato per ogni paziente, il suo punto di vista
accademico è del tutto diverso da quello della medicina occidentale.
(...) La medicina orientale costituisce lo sfondo del quadro
nell'esempio citato in precedenza , mentre quella occidentale è la
figura in primo piano. La medicina occidentale così sembra collocarsi
sul proscenio, ponendo la medicina orientale sullo sfondo. Tutto ciò
non deve farci pensare che la medicina occidentale dovrebbe
incorporare quella orientale, ma che, ponendola a proprio fondamento,
esse potrebbero finalmente unificarsi per la prima volta.
Consideriamo ora la cultura occidentale dal punto di vista della
teoria di yin e yang. Tutte le "cose" attive che hanno una forma che
nasce e si evolve sono yang e ciò che fondamentalmente mantiene tale
attività è yin. Quando le forme di vitain tutto il pianeta vengono
esaminate da questo punto di vista, gli nimali, che hanno libertà di
movimento, sono yang attivi, mentre le piante, che sono immobili ed
hanno una relazione strettissima con la terra, sono yin. Le piante yin
forniscono agli animali yang la fonte della loro attività sotto forma
di ossigeno e cibo. In altri termini, yin mantiene l'attività yang. In
questa ottica le culture nate da società agricole, in cui le piante
costituiscono l'alimento di base, sono yin, mentre le culture nate da
società pastorizie, in cui il cibo di base è la carne animale, sono
yang. La società agricola presenta la tendenza ad essere strettamente
legata alla terra, sedentaria e unificata, mentre la società
pastorizia è meno sedentaria e anzi si sposta liberamente proprio come
gli animali. Essa è attiva e innovativa e tende all'acquisizione. Le
culture orientali, con le loro radici affondate nel terreno, come le
piante, e la loro forte tendenza a perseguie un mondo fondamentale
all'interno del sé, sono culure yin. Le culture occidentali, che fanno
epoca, sono attive come gli animali e tentano di impossessarsi del
mondo esterno, sono culture yang. Potremmo dire che la teoria di yin e
yang messa in questi termini rivela vantaggi e svantaggi di entrambe
le culture, orientale e occidentale, nonché quelli delle rispettive
scuole di medicina. L'Oriente - in particolare l'India dove vi è una
forte tendenza a considerare la materia come maya (illusione)
- sopravvaluta culturalmente la spiritualità e, dpo essere stato
sconfitto dalle moderne politiche belliche, è caduto sotto il
controllo dei diversi poteri coloniali occidentali. D'altro canto, la
civiltà materialistica occidentale, protesa alla dominazione globale,
sta provocando una crisi ambientale attraverso lo sfruttamento della
natura, senza alcuna considerazione del pianeta come intero.
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