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YIN E YANG

( Tratto dal testo TAO SHIATSU, terapia del XXI secolo, di Ryokyu Endo, Tokyo 1995. Tradotto da Paola Crimini per Edizioni Mediterranee, Roma 1997 )
1 - La natura reciproca di yin e yang
2 - Yin e yang come luce e ombra: il conscio e l'inconscio
3 - Yin e yang nella medicina e nella cultura

La Natura Reciproca di Yin e Yang  


Il concetto di
yin e yang costituisce l'ideologia fondamentale della filosofia orientale. Yin e yang sono le due proprietà reciprocamente contraddittorie di tutti i fenomeni. Poiché vengono interpretate come la natura bifronte di quello che è in verità un unico fenomeno, si dice anche che queste due polarità non siano mai realmente "fisse". Il pensiero orientale non vede alcuna differenziazione antagonistica nel mondo naturale (il maschio contrapposto alla femmina e così via). Al contrario, sostiene che tutte le cose facenti parte della creazione possiedono una natura a due facce e che il Tao, l'unione assoluta di queste due facce, esiste alla fonte stessa della differenziazione.
Ecco cosa diceva Lao-Tse riguardo al Tao:

 

Il Tao è qualcosa che esisteva solennemente già prima che i cieli si aprissero. Esso non ha voce né forma, esso è eterno e indistruttibile, esso non esiste in nulla ed è indipendente da tutto. Pertanto esso può essere chiamato la madre del mondo e tuttavia io non so quale possa essere il suo nome. Così, con presunzione, io gli attribuisco il nome di Tao. Quando le persone non sono avide e le loro menti sono limpide, esse possono vedere la realtà di questo innominato Tao, ma quando le persone sono egoiste esse vedono nel mondo solo antagoinismo e discriminazione. Il vero Tao e l'opposizione e la differenziazione nel mondo sono tutt'uno alla fonte e ogni cosa nasce da quella sorgente quasi fosse una soglia. ( 1 )


Lao-Tse sosteneva anche che il Tao è alla fonte di tutte le cose e che, nella loro essenza, tutte le opposizioni e le differenziazioni nel mondo sono tutt'uno con il Tao. Lo I: Ching ( 2 ) o Libro dei Mutamenti spiega che ciò che esisteva prima del principio dell'universo era taikyoku ( 3 ) e che yin e yang sono nati al principio del mondo quando si è attivanto taikyoku. Per questo si afferma che yin e yang sono nati da un'unica fonte. Yang è attivo sulla superficie dell'esistenza, mentre yin esiste più in profondità come supporto assoluto dell'azione di yang. La teoria di yin e yang, contrariamente alle teorie scientifiche, non percepisce la natura come materia. E' invece un'ideologia nata dalla comprensione olistica intuitiva dell'esistenza della "vita invisibile".
Il potere motivante che sta dietro lo sviluppo di tutta la creazione e quello che contiene le opposte proprietà di
yin e di yang è conosciuto come ki. Ki è considerato come unitario alla fonte ma con un aspetto dinamico e uno restrittivo; yang rappresenta l'aspetto dinamico e yin quello restrittivo. Yin e yang sono considerati immersi in uno stato di cambiamento in tutti i fenomeni naturali, poiché tutte le cose del mondo naturale sono nate dall'esistenza della opposizione e della differenziazione. Il vento soffia secondo le variazioni della temperatura e l'acqua scorre sulla terra secondo l'altitudine. La nuova vita nasce secondo le differenze sessuali e le cellule si rigenerano secondo le dinamiche della pressione idrica nell'osmosi. Ecco cosa si intende con il concetto che tutti i cambiamenti si generano dall'esistenza della differenziazione. Come persone, noi siamo capaci di percepire la nostra stessa esistenza in quanto esistiamo separatamente dagli altri. Siamo in grado di sentire caldo e freddo poiché esistono variazioni nella temperatura. Di fatto tutta la vita è condotta in virtù della esistenza di queste opposizioni e differenziazioni e tutte le cose esistenti nel mondo naturale sono in relazione reciproca: donna e uomo, così come i due poli magnetici positivo e negativo. Per di più, queste polarità non possono esistere senza il loro opposto. Analogamente, causza ed effetto sono inseparabili perché ciascuno ha il potenziale di essere l'altro. Ciò è noto come "causa ed effetto contemporaneamente".
Si afferma inoltre che
yin e yang hanno "causa ed effetto contemporaneamente" e che la natura si genera dal loro cambiamento costante. La parola I ( 4 ) (da I: Ching) significa proprio cambiamento costante. La natura esiste attraverso il cambiamento ed è cambiamento. La filosofia orientale interpreta l'essenza della natura come energia e, dato che l'energia è formata dalle proprietà opposte di yin e yang, la natura è in grado di continuare a manifestare cambiamenti senza limiti. E' con questo retroterra filosofico che la medicina orientale comprende il corpo come vita invisibile o energia, e non come mera materia. Pertanto la diagnosi nella medicina orientale non si fa ricercando le anomalie nel corpo fisico e categorizzando la malattia, bensì attraverso la diagnosi sho, che riconosce l'equilibrio e l'armonia della vita e dell'energia.
Un esempio di manifestazione di
yin e yang nella vita quotidiana può essere dato scrivendo col gesso sulla lavagna. La scritta è visibile soltanto in quanto il bianco del gesso si staglia sullo sfondo nero della lavagna. La relazione tra scrittura e lavagna è simile a quella di yin e yang. Yang risulta evidente sulla superficie e può essere individuato attraverso il ragionamento. Yin genera yamg e conserva il retroterra come insieme. La spiegazione di yin e yang
non si limita affatto alla relazione tra gesso e lavagna. Dal momento che il contrasto viene percepito attraverso il senso della vista, ogni volta che la lavagna viene focalizzata come intero, il contrasto si attenua e si confonde, mentre quando l'attenzione si concentra su una parte qualsiasi, il contrasto ridiventa netto e preciso. Notate, ad esempio, la forma del vaso creata dalle linee nere nella figura.



La parte nera rappresenta la base, in altre parole lo sfondo, consentendo alle due persone che si fronteggiano di emergere come figura in primo piano - oppure la parte nera può divenire figura, e allora quella bianca assume il ruolo di sfondo.
Le manifestazioni di
yin e yang in funzioni fisiche possono essere esemplificate dal tenere in mano una coppa: noi percepiamo questo atto come un movimento che, a prima vista, sembra limitato alla funzione muscolare (yang) del sistema conico degli arti superiori. In realtà, questo movimento è supportato dal lavoro del gruppo di muscoli al di fuori del sistema conico (yin). Yang risulta evidente come attività di superficie e, al tempo stesso, l'esistenza di yin è essenziale per il supporto retrostante delle sue funzioni. Le nostre azioni consce (yang) sono dirette dal subconscio (yin). Questo significa che non possiamo decidere consciamente cosa e come sentire. Inoltre, conscio e subconscio rappresentano livelli diversi della mente, che si uniscono a formare l'energia spirituale dell'individuo. Prendiamo l'esempio dei ruoli tradizionali dell'uomo e della donna: dell'uomo, che è yang, si dice che è quello impegnato nel costruire la storia e nel fornire le funzioni sociali. Di solito non viene presa in considerazione la forza della donna, che lavora sullo sfondo. Anche dal punto di vista psicologico, infatti, le funzioni sociali dell'uomo sono fortemente sostenute dalla natura intuitiva della donna. Una vera donna riesce spesso a controllare l'uomo attraverso la propria energia yin.
Pertanto, sebbene
yang appaia evidente sulla superficie delle cose, esso è sempre interamente sostenuto da yin che sta sullo sfondo. Se da un lato yin e yang possiedono queste opposte nature ed esistono in dimensioni del tutto diverse, al tempo stesso ognuno si unisce con l'altro per portare avanti le funzioni essenziali della vita. La mente è yin e il corpo è yang, ma la vita dell'individuo si svolge attraverso l'unione di entrambi. Il corpo, che ha forma e peso, e la mente, che è senza forma e senza peso, sembrano esistere reciprocamente ma, di fatto, sono reciprocamente permeabili e sono un tutt'uno alla fonte. (Pertanto, yin e yang hanno una relazione inseparabile, come le due facce di una stessa moneta). Noi possiamo osservare la luce esattamente nello stesso modo: come particelle di materia, oppure come onde. Nel nostro mondo naturale tutte le cose contengono questa natura reciproca di yin e yang e si manifestano come fenomeno unico attraverso funzioni reciprocamente complementari.

 

Yin e yang come luce e ombra: il conscio e l'inconscio  


Sul piano linguistico,
yin e yang si possono spiegare come i due versanti di una montagna:



uno è quello dove batte il sole (
yang), mentre l'altro è quello in ombra (yin). Le parole yin e yang, che derivano da ombra e sole rispettivamente, sono della massima significatività nella filosofia orientale, in cui le cose che vengono comprese a livello conscio sono note come yang e quelle che appartengono al regno dell'inconscio sono note come yin. Le azioni consce delle persone sono assimilate alla luce del sole perché, proprio come la luce è necessaria per poter vedere, così la coscienza è necessaria per percepire i contrasti. Dietro le cose conosciute consciamente vi sono quelle che esistono nel dominio dell'inconscio sconosciuto. Ciò che colloca yin in questo regno è il fatto che un'ombra si forma inevitabilmente su un lato di un oggetto quando questo è colpito dalla luce sul lato opposto (...)
Un'ombra è creata dalla luce che colpisce un oggetto, oppure già esiste e diviene semplicemente visibile a causa della luce? Si potrebbe pensare che questa è una strana domanda ma, prima che sorga il sole, ogni cosa è nel buio. Questo buio, di fatto, è un'ombra. Se vi fosse un mondo in cui nulla disturbasse l'esistenza della luce, questa non potrebbe essere riconosciuta come luce. Noi crediamo che l'ombra esista in quanto esiste la luce, ma il buio (o ombra) è fondamentale se dobbiamo riconoscere la luce e la luce è fondamentale se dobbiamo riconoscere l'ombra.
Anche la coscienza umana è nata dalla evoluzione di una parte istintiva. L'incoscienza è la radice della coscienza e, pertanto, non possiamo affermare che sia stata quest'ultima ad esistere per pima. Un bimbo appena nato non possiede funzioni coscienti distinte, ma si limita a crescere con ritmo graduale fino a distinguere se stesso dagli altri, come prima cosa attraverso il riconoscimento dell'esistenza della madre. Così, attraverso lo sviluppo della coscienza del sé, l'inconscio viene sommerso dal conscio, si nasconde dietro di esso e conduce un'esistenza terrestre. In un mondo completamente coperto di buio uniforme, sorse il sole e creò quei fenomeni contrastanti noti come luce e oscurità. Analogamente, il bambino che vive in un mondo di completa incoscienza viene risvegliato, attraverso la nascita di quella luce chiamata o ego, al contrasto tra conscio e inconscio.
Con lo sviluppo del sé cosciente, le per4sone cadono nell'illusione che la loro coscienza sia la loro padrona e maestra. Questa è la vera forma del sé nei tempi moderni. Le cose che non possono essre gestite a livello conscio vengono seppellite nel dominio dell'inconscio e, in questo caso, l'inconscio esiste come ombra del conscio. Lo psicologo occidentale Carl Jung chiama questo aspetto dell'inconscio l'ombra e spiega come essa costituisca quell'aspetto del carattere di una persona cui non è stato consentito di emergere in superficie e di manifestarsi consciamente: per esempio, la natura introversa di una persona che è più estroversa e la natura estroversa di un'altra persona che è più introversa. Ecco perché le persone estroverse criticano spesso quelle intoverse come prive della capacità di socializzare, mentre le persone introverse svalutano quelle estroverse, marchiandole dichiaratamente come frivole. Così ogni persona viene disturbata dai lati nascosti della sua stessa natura, quei lati cui non è stato permesso di emergere. Jung chiama questo fenomeno proiezione (in cui, cioè, si proietta su un altro la propria ombra).
Jung spiega come il sé viva attraverso la concettualizzazione e l'integrazione dell'inconscio (l'ombra) con la propria realtà. In base a prove cliniche e dati empirici, egli spiega che le persone soffrono di disturbi nervosi quando si limitano a vivere soltanto nel mondo conscio, senza mai oltrepassare i limiti della propria mente. In altre parole, afferma che i disturbi nervosi sono causati dal materiale inconscio rimosso che così afferma la propria esistenza.
E' quindi molto imporatente che le persone si evolvano e rimangano in contatto con il proprio mondo subconscio. Riconoscere l'esistenza della propria natura globale significa dar vita sia al mondo conscio "normale", che esiste nel tempo e nello spazio, che al mondo inconscio "anormale", che non esiste né nel tempo né nello spazio. A differenza di Freud, Jung non soltanto ha identificato il livello delle azioni rimosse dal SuperIo (conosciute come Id), ma anche l'esistenza del livello di un inconscio collettivo, presente in tutto il genere umano.
I buddhisti credono che l'inconscio sia suddiviso in parecchi livelli e che alla fonte di esso vi sia l'onnipresente e ubiquitaria coscienza dell'univero, nota come la nona coscienza. In parole povere, i livelli di coscienza cominciano con le sei parti del corpo che percepiscono i cinque sensi occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente); oltre queste v è la coscienza mana. La parola inglese man (uomo) deriva dal termine sanscrito mana, che è l'"ego" o "coscienza di sé", il riconoscimento dell'esistenza del sé. Oltre ancra troviamo la alaya vignana o coscienza alaya, che dsta a indicare un "luogo di immagazzinamento", un sito in cui si raccoglie il potere o effetto delle esperienze. Alaya è divenuta nota anche come "coscienza collettiva"
( 5 ). Tutte le attività mentali e fisiche sono immagazzinate insieme nell'alaya o cscienza collettiva, il che sgnifica che l'atività futura, sia mentale che fisica, è determinata dal karma e che tutti gli incidenti che si verificano durante la vita umana sono determinati dalla coscienza alaya. biettivo della disciplina buddhista è la purificazione della cpscienza alaya e il risveglio della nona coscienza, che rappresenta la coscinza assoluta, colma di amore e virtù, che pervade l'intero univrso.
Proprio come il sole sorge e getta la sua luce sulla montagna, creando un'ombra, allo stesso modo, quando le persone sono consapevoli della loro stessa autocoscienza, l'inconscio cade in una esistenza adombrata dall'ego. Comunque, proprio come ogni cosa si trova nel buio prima che il sole si levi, così è anche il mondo del grande inconscio infinito, che comprende la nona coscienza, già presente nelle menti degli uomini ancora prima del risveglio all'autocoscienza. La nona coscienza, universale e fonte dell'inconscio, è direttamente connessa alla vita onnipresente e ubiquitaria, e tutte le cose viventi sono nate da questa sorgente. In Oriente si attribuisce maggiore importanza all'intuizione, ala spiritualità e all'inconscio, che appartengono al rgno di
yin, che non al materialismo, alle parole e al conscio, che appartengono al regno di yang, in qanto il primo ha una relazione profonda con la vita onnipresente. Nella filosofia orientale un'altra denominazione di yin è quela di vuo, dal quale si è generata ogni cosa e al quale ogni cosa ritorna.

 

Yin e Yang nella Medicina e nella Cultura  


Yin
è l'energia latente sottesa all'esistenza, collegata molto più strettamente ai fenomeni impercettibili della vita che non alle manifestazioni visibili. Yang appartiene a ciò che può essere percepito fisicamente e coscientemente. Yin appartiene al mondo dell'intero e yang a quello delle singole parti. La medicina orientale, che tratta il corpo e la mente come un tutt'uno, può essere considerata come medicina yin, mentre la medicina occidentale, che tratta il corpo come materia, può essere considerata come medicina yang. In altre parole, la medicina orientale riconosce la natura olistica di mente e corpo e tratta entrambi come energia unitaria, mentre la medicina occidentale considera il corpo e la mente come dualità e tratta la malattia come un'anormalità del'area colpita.
Non è irragionevole affermare che vantaggi e svantaggi delle due scuole di medicina, orientale e occidentale, sono intensificati dal trattamento del corpo come intero da parte dell'una e nelle sue singole parti da parte dell'altra. Le differenze sono simili alla visione che una persona ha di un'intera montagna, mentre un'altra fa un'analisi dettagliata di ogni singolo albero vivente su un lato della montagna. Una visione totale della montagna non rivela ogni singolo albero. Poiché la diagnosi nella medicina orientale si fonda sull'intuizione del guaritore, escludendo l'uso di apparecchiature e strumenti di analisi, essa coglie la condizione olistica della energia del paziente, ma non è in grado di ottenere dati precisi relativi a specifiche parti del corpo. La medicina occidentale considera, invece, ogni albero, senza vedere la montagna nel suo insieme. In altre parole, anche se è capace di cogliere la condizione di ogni singola parte del corpo, essa non può riconoscere la natura olistica del corpo e della mente del paziente ed è pertanto inconcepibile che possa comprendere una condizione di armonia tra paziente e natura.
Attualmente, i metodi principali di cura medica diffusi nel mondo rientrano nelle categorie sia della medicina orientale che di quella occidentale. Tra questi, comunque, la manipolazione meccanica del corpo, praticata dalla medicina occidentale, è di solito maggiormente accettata rispetto ai princìpi della medicina orientale. Non possiamo stabilire quale delle due in ultima analisi risulti corretta. E' comunque possibile dire che coloro i quali pensano che soltanto un punto di vista sia gusto si stanno forse focalizzando in maniera estremizzata su questo aspetto. Dal momento che le due medicine, orientale e occidentale, sono rispettivamente yin e yang, ecco che ognuna può essere vista come complementare dell'altra. Dato che la medicina di solito è una tecnica per curare la malattia, alcuni credono che essa dovrebbe costituire un'integrazione dei metodi sia occidentali che orientali. Ma, come ben sappiamo, la medicina occidentale non basa le sue operazioni chirurgiche sull'agopuntura e non prescrive erbe cinesi. La medicina orientale, dal canto suo, non attribuisce significatività al riconoscimento obiettivo di uno stato di malattia e, poiché il suo obiettivo è quello di praticare un metodo terapeutico differenziato per ogni paziente, il suo punto di vista accademico è del tutto diverso da quello della medicina occidentale.
(...) La medicina orientale costituisce lo sfondo del quadro nell'esempio citato in precedenza , mentre quella occidentale è la figura in primo piano. La medicina occidentale così sembra collocarsi sul proscenio, ponendo la medicina orientale sullo sfondo. Tutto ciò non deve farci pensare che la medicina occidentale dovrebbe incorporare quella orientale, ma che, ponendola a proprio fondamento, esse potrebbero finalmente unificarsi per la prima volta.
Consideriamo ora la cultura occidentale dal punto di vista della teoria di yin e yang. Tutte le "cose" attive che hanno una forma che nasce e si evolve sono yang e ciò che fondamentalmente mantiene tale attività è yin. Quando le forme di vitain tutto il pianeta vengono esaminate da questo punto di vista, gli nimali, che hanno libertà di movimento, sono yang attivi, mentre le piante, che sono immobili ed hanno una relazione strettissima con la terra, sono yin. Le piante yin forniscono agli animali yang la fonte della loro attività sotto forma di ossigeno e cibo. In altri termini, yin mantiene l'attività yang. In questa ottica le culture nate da società agricole, in cui le piante costituiscono l'alimento di base, sono yin, mentre le culture nate da società pastorizie, in cui il cibo di base è la carne animale, sono yang. La società agricola presenta la tendenza ad essere strettamente legata alla terra, sedentaria e unificata, mentre la società pastorizia è meno sedentaria e anzi si sposta liberamente proprio come gli animali. Essa è attiva e innovativa e tende all'acquisizione. Le culture orientali, con le loro radici affondate nel terreno, come le piante, e la loro forte tendenza a perseguie un mondo fondamentale all'interno del sé, sono culure yin. Le culture occidentali, che fanno epoca, sono attive come gli animali e tentano di impossessarsi del mondo esterno, sono culture yang. Potremmo dire che la teoria di yin e yang messa in questi termini rivela vantaggi e svantaggi di entrambe le culture, orientale e occidentale, nonché quelli delle rispettive scuole di medicina. L'Oriente - in particolare l'India dove vi è una forte tendenza a considerare la materia come maya (illusione) - sopravvaluta culturalmente la spiritualità e, dpo essere stato sconfitto dalle moderne politiche belliche, è caduto sotto il controllo dei diversi poteri coloniali occidentali. D'altro canto, la civiltà materialistica occidentale, protesa alla dominazione globale, sta provocando una crisi ambientale attraverso lo sfruttamento della natura, senza alcuna considerazione del pianeta come intero.

 


Note:


1. Lao-Tse, pronunciato Roshi in giapponese, ritenuto da alcuni contemporaneo di Confucio, è il fondatore del pensiero taoista. La citazione è tratta dal Tao Te-Ching.

2. Elena Judica Cordiglia, I: Ching, Roma Edizioni Mediterranee.

3. Taikyoku, pronunciato tai-chi in cinese, è la polarità primordiale; nella filosofia cinese è il grande vuoto da cui si origina tutta la vita.

4. I, pronunciato anche eki: divinazione, predizione della fortuna.

5. Il prefisso Hima di Himalaya significa "neve" e, poiché laya significa un luogo di immagazzinamento o raccolta, la parola Himalaya significa "luogo in cui si raccoglie la neve".
 

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Ultimo aggiornamento 04/01/2009 23.10.05
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