Il tabacco Burley
appartiene alla classe dei light air-cured, tabacchi chiari
le cui foglie sono curate ad aria all'ombra. Il Burley più
comunemente coltivato è il White Burley, originario degli USA per
spontanea mutazione genetica da una popolazione di Kentucky, intorno
al 1864. Un coltivatore a Brown County (Ohio) notò nei semenzai di
Red Burley alcune piantine giallo-chiare, scartate inizialmente
perchè considerate malate; l'anno successivo le piantine riapparvero
di nuovo e furono coltivate. Era così nato il Broadleaf White Burley
(a foglia ricadente), varietà con maturazione anticipata di quindici
giorni sulle altre e con caratteristiche molto apprezzate.
Attualmente non esistono coltivazioni degli originari Burley: le
selezioni e gli incroci con ordinarie varietà a foglie verdi hanno
prodotto nuovi tipi, alcuni a foglie ricadenti e altri a foglie
erette (il cosiddetto Stand-up Burley). La foglia del White Burley
si presenta leggera e con la caratteristica di assorbire bene gli
aromi aggiunti.
Il tabacco Burley è prodotto soprattutto negli USA (in Kentucky e in
Tennessee), ma viene coltivato anche in paesi dell'Europa, Asia,
Africa, Centro e Sud America; la sua produzione è oltre la metà del
totale di tutti gli altri tipi di light.
Caratteri botanici
Per il tabacco Burley le
caratteristiche botaniche e morfologiche sono le seguenti:
- pianta molto alta, in media 2 metri, con 40-50 foglie utili, di
forma da cilindrica a troncoconica; sistema radicale a fittone
ramificato; fusto vigoroso di colore da verde chiaro a bianco crema,
tessuto leggero e privo di gomme; costola e nervature poco
pronunciate; infiorescenza semiaperta con fiori di colore da crema a
rosa.
Caratteristiche di produzione
Zone di coltivazione
In Italia fu introdotto nel 1891; nel corso degli anni
lavori di sperimentazione e selezione hanno portato a nuove
costituzioni varietali (si ricordano il Burley Gran Reddito, il
Burley Giuseppina), verso tipi con foglie più chiare e leggere,
adatte alla confezione di sigarette.
Attualmente sono diffuse le varietà a foglie erette, con maggiore
quantità di gradi da sigarette rispetto al tipo originale. Le linee
più note sono quelle americane (serie KY e serie Burley), e gli
ibridi maschio sterili F1, con fattori genetici di resistenza alle
malattie e buon adattamento all'ambiente.
In Italia la
produzione del Burley è aumentata dal 1970 al 1984, passando da
31.000 a 62.000 tonnellate, con una contrazione negli anni
successivi. La coltura è diffusa lungo tutta la penisola, ma è
concentrata per l'88% in
Campania,
soprattutto nella provincia di Caserta, e nelle regioni Veneto e
Lazio. Produzioni discrete di Burley si hanno anche in Lombardia,
Emilia Romagna e Piemonte, mentre è minore la produzione in Toscana,
Friuli, Molise, Puglia, Umbria, Marche e Abruzzo.
Semenzaio
Si allestisce non oltre la metà di marzo, con seme di buona
germinabilità, di produzione recente e ben conservato. La densità di
semina consigliabile corrisponde a 10 m3
di semenzaio con 1 grammo di seme per coprire 120 m
2 di coltura.
Terreno e fertilizzazione
Il Burley è un tabacco meno vigoroso, coltivato in terreni
di medio impasto e buona fertilità, in zone spesso di notevole
intensità colturale e con avvicendamenti anche di molte colture. Il
clima preferito è il temperato-umido.
Opportune analisi del terreno (ogni 3-4 anni) consentono di stimare
le quantità degli elementi da apportare alla coltura. Per l'azoto,
che aumenta in peso e volume gli organi della pianta, le esigenze
nutritive sono più elevate, ma in genere non si superano le 200
unità/ettaro di azoto, somministrato in forma assimilabile come la
nitrica, mentre fosforo e potassio sono correlati alla dotazione del
terreno.
Coltivazione
Per il Burley, caratterizzato da un contenuto medio-alto di
azoto e nicotina, per assenza di zuccheri e per finezza del tessuto
fogliare, si distinguono due sistemi di coltura, tipico, per foglia
ben caratterizzata, e italiano tradizionale, per foglia di tipo
leggero:
- BURLEY tipico (americano): 20.000 piante per ettaro e cimatura a
22 foglie, per l'ottenimento di prodotti ad alto tenore di nicotina
e aroma tipico accentuato;
- BURLEY tradizionale (Italia): 35.000 piante per ettaro senza
cimatura, per l'ottenimento di prodotti a medio e basso tenore di
nicotina.
L'irrigazione regolare assicura il normale andamento della
maturazione. Per la cimatura, effettuata solamente per il Burley
tipico, si interviene all'inizio della fioritura.
Raccolta e cura
La raccolta viene effettuata a foglie per il Burley
tradizionale, a pianta intera per il Burley tipico. La maturità di
raccolta si raggiunge dopo tre-quattro settimane.
La raccolta a pianta, che richiede la cimatura e il controllo dei
germogli, viene effettuata quando sono mature le foglie alte, anche
se ciò porta a una perdita di livello delle foglie più basse che
superano lo stadio ottimale di maturità.
Il metodo di raccolta influisce sulla resa e qualità della foglia
curata. In condizioni normali di coltivazione la resa per il Burley
tradizionale varia da 2.500 a 3.500 kg/ha, per il Burley tipico da
2.200 a 2.700 kg/ha.
La cura viene effettuata all'ombra, al riparo dei raggi del sole,
con coperture dei locali. Questi presentano finestre con chiusure
regolabili per mantenere i livelli necessari di temperatura (non
inferiore a 16°C) e umidità (intorno al 70%). Un tipico locale di
cura comune in Italia è costituito da una capanna a tre ordini di
filze rivestita con film plastico, utilizzabile sia per la cura a
foglie staccate che per la cura a pianta.
Allestimento del prodotto
Per il Burley raccolto a pianta, dove
più nette sono le differenze di proprietà tra le foglie delle
diverse posizioni fogliari, l'allestimento va distinto secondo la
seguente tipologia fogliare:
- foglie basali (circa il 10% del prodotto): sono le più mature, con
contenuto di nicotina intorno al 2,5%;
- foglie mediane inferiori (circa il 25% del totale): più larghe,
con nicotina intorno al 3%;
- foglie mediane superiori (circa il 60% del prodotto della pianta):
più strette delle precedenti, con nicotina sul 4-4,5%;
- foglie apicali (circa il 5% del totale): strette e corte, con
grado di maturità inferiore e nicotina al 3,5-4%.
L'allestimento del Burley raccolto a foglie va tenuto separato per
raccolta, per ottenere un prodotto relativamente omogeneo tra le
posizioni fogliari. In prevalenza l'allestimento è costituito dalle
prime due tipologie fogliari (basali e mediane inferiori). Nella
produzione italiana i livelli di nicotina si mantengono inferiori al
3%, soprattutto per il regime di irrigazione praticato e l'elevata
carica fogliare per ettaro.
Il tabacco Burley viene usato principalmente per sigarette di
miscela americana, ma trova impiego anche nelle miscele di trinciati
per pipa, in alcuni sigari come riempimento, e nei tabacchi da
mastico.
(Giampietro Diana)
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