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I SIGNORI DELLA DROGA SONO ALBANESI, KOSOVARI E MACEDONI

In Europa il traffico e lo spaccio di eroina e di cocaina vede tra i maggiori protagonisti dei giovani di origine balcanica (albanesi, kosovari e macedoni) e dell'Africa occidentale: organizzazioni criminali imperniate su persone che hanno chiesto asilo politico oppure che vivono illegalmente nei paesi europei.  Per lo spaccio nelle strade le bande albanesi utilizzano in maggioranza giovani maschi di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Nel settore femminile, invece, lo spaccio viene effettuato da donne di età superiore ai 30 anni. Marginale l'impiego di minorenni. Tra le persone denunciate per traffico e spaccio, le statistiche disponibili indicano nella maggioranza albanesi, ex-jugoslavi, kosovari. E' la sintesi di una indagine condotta dalla polizia di uno stato centroeuropeo.

AUMENTA LA DOMANDA DI DROGHE PESANTI

Eroina e cocaina rappresentano oltre il 70 per cento del consumo di stupefacenti. Per la prima volta la cocaina supera l'eroina nella domanda. Nel complesso si registra una contrazione nel mercato delle droghe cosiddette minori: marijuana, hashish, etc.

Questo andamento ha determinato una flessione dei prezzi di eroina e cocaina, con un fenomeno che sta assumendo contorni più netti che in passato: il flusso di tossicomani sulle “piazze” europee dove i prezzi risultano inferiori. Secondo alcuni investigatori, questo “processo” confermerebbe anche un altro aspetto dell'intera “questione” stupefacenti: la manovra sui prezzi da parte delle organizzazioni criminali protese alla conquista di nuovi territori, scalzando i “tradizionali” monopolisti, imponendo degli accordi di spartizione e di cointeressenze.

I NUOVI ADEPTI

L'azione di contrasto risente in modo considerevole della mancanza di una normativa standardizzata e di procedure omogenee a livello continentale. Da un bilancio provvisorio, le cui cifre non sono disponibili, emerge un netto incremento di arresti di una nuova generazione di trafficanti, corrieri e spacciatori, segno che il ventaglio di nuovi adepti si va allargando sempre più. Tra i nuovi spacciatori si segnalano i giovani immigrati clandestini che hanno chiesto asilo politico. Una procedura che lascia intravedere una vera e propria tecnica di penetrazione e di radicamento delle organizzazioni criminali, il cui primo ostacolo, secondo gli ambienti degli investigatori, sarebbe rappresentato dall’inconsistenza delle normative anti-immigrazione clandestina e dalle superficiali procedure, specialmente in Italia, connesse con il riconoscimento dello status di rifugiato politico.

UN MESTIERE REDDITIZIO

Dal confronto statistico fra trafficanti e spacciatori tossicodipendenti e non tossicodipendenti si ha uno spaccato indicativo delle “motivazioni” e del potere calamitante di una situazione connessa con molteplici fattori, ultimo dei quali, contrariamente a quanto certa interpretazione sostiene, sarebbe la “disperazione”.

Il 16% delle categorie sopra indicate risulterebbe dipendente dagli stupefacenti, il 59 % non tossicodipendente, mentre il 25 % circa non sarebbe classificabile.

Inoltre: il 5% dei corrieri e degli spacciatori risulterebbe legato alle orga- nizzazioni criminali, il 72% non avrebbe alcun legame fisso, il 23% non è classificabile. Ciò indicherebbe, secondo le fonti citate, che le organizzazioni che controllano traffico e spaccio di stupefacenti prestano gran- de attenzione ai tentacoli estremi della struttura operativa, salvaguardando preventivamente la “sicurezza” dei centri nevralgici e considerando sacrificabili sotto ogni punto di vista le frange estreme. Addirittura, si è appreso, non sono rari i casi di “sof- fiate” con le quali gli stessi trafficanti denunciano corrieri e spacciatori. Procedure diversive al fine di proteggere operazioni e bersagli molto più sensibili.

UN FABBISOGNO MISURABILE IN TONNELLATE

La domanda di sostanze stupefacenti sul “mercato europeo” sarebbe di decine e decine di tonnellate. Nessuna fonte, tra quelle consultate, si sbilancia. Solo le autorità elvetiche indicano una cifra stimata: nella Confederazione il “fabbisogno” di eroina e di cocaina sarebbe di 11 tonnellate all'anno. Sempre in Svizzera, gli uomini che fanno uso di stupefacenti sono circa l'85% dei drogati; le donne il 15%. Più in generale, in Europa nel suo complesso, i consumatori tra i 18 e i 24 anni rappresentano il 40% circa dei tossicodipendenti; il rimanente riguarda persone di età superiore ai 30 anni. Sul versante femminile, il 33% delle consumatrici è di età compresa tra i 18 e i 24 anni, il resto di età oltre i 30 anni.

Non solo aumentano i nuovi trafficanti, aumenta più che proporzionalmente il numero dei nuovi consumatori di stupefacenti.

REALTÀ E IPOCRISIA

Il “fronte” della droga ha un reticolo fitto e intricato di diramazioni, canali, retrovie, connessioni, coperture, autentiche protezioni e collusioni. Una legge veramente incisiva e sostanziale potrebbe mettere in seria difficoltà, all'origine, i centri di potere criminale che gestiscono i grandi traffici e provvedono poi al riciclaggio dei proventi (unitamente a quelli del contrabbando). Qualcosa è stato fatto, ma siamo ancora molto lontani dal disporre di strumenti legislativi e investigativi veramente efficaci, con un elevato contenuto dissuasivo. La criminalità organizzata e i paradisi fiscali camminano a un passo (telematico e inventivo) estremamente veloce, che distanza ogni giorno di più il lavoro degli inquirenti e dell'intelligence. Da non trascurare e non sottovalutare, è stato osservato, il potere condizionante del denaro, anche nei confronti di certi ambienti politici, bancari, professionali, finanziari, imprenditoriali e mercantili legali. Uno degli obiettivi primari  lasciano intendere investigatori d'oltralpe  dovrebbe essere la “testa” del serpente che per le droghe pesanti si nasconde nel Medio Oriente e nei Balcani, con rifugi in paesi dell'ex Unione Sovietica. Alcune teste di ponte sono state installate da tempo in Albania e anche se il fatto è noto, si fa ben poco per contrastarne l'attività. Di fatto si andrebbe configurando una forma insolita di favoreggiamento. Inaridire le fonti di incetta della “materia prima”: questa una delle tattiche operative da valutare più seriamente, con il corollario di sanzioni economiche. Provvedimenti impopolari, ma quanto costa all'Europa, in denaro, in provvedimenti sociali, in depauperamento umano, il flagello della droga?

I dati riguardanti il “terminale” di Zurigo consentono di avere un quadro di riferimento eloquente. Il 17% dei trafficanti arrestati sono di nazionalità svizzera, l'83% sono stranieri. Il 74% uomini, il 22% donne. In 4 casi, riserbo delle autorità.

FLASH DI CRIMINALITÀ

Uno dei mercati d'incetta emergenti è la Repubblica Cecka. Africani dell'Ovest e sud-americani si spartiscono il mercato all'ingrosso della cocaina. Sempre presente l'ecstasy. La metamphetamina conosciuta sotto il nome di “SHABU”, prodotta in Thailandia e nelle Filippine, è una droga “alla moda”. L'effetto stimolante di questa sostanza stupefacente, precisano le fonti, può durare 24 ore e mettere i consumatori in uno stato di angoscia paranoide. In mancanza di studi e ricerche specifici, si è informati in modo insufficiente su questo nuovo “universo” della droga sintetica e in particolare sui suoi effetti sull'organismo. Nello spaccio di eroina, dominato  si ripete  da albanesi e kosovari, sono presenti anche i turchi. Sullo sfondo i cinesi. Nello spaccio di cocaina oltre agli africani, si distinguono libanesi, dominicani e colombiani. A un livello più elevato di questa particolare gerarchia, si annidano dei residenti dalla doppia immagine. Residenti con permesso di soggiorno, in particolare dominicani e colombiani, strettamente collegati con il mondo della prostituzione (altra fonte di enormi profitti). A Berna si è appreso che nella sola capitale elvetica sarebbero almeno 250 le prostitute tossicodipendenti e spacciatrici. Con quali rischi per la salute dei clienti è facile intuire.

VIOLENZA E RICATTI

Le organizzazioni di trafficanti e di spacciatori sono rigorosamente composte da individui della medesima etnia. Persone originarie della medesima regione albanese, kosovara, macedone, turca, residenti in un certo paese europeo e ritenute ben integrate, fanno parte delle bande e sovente mettono a disposizione dell'organizzazione criminale i loro uffici, i loro magazzini, i loro negozi. Ad esempio: ristoranti, agenzie di viaggio, anche per il trasferimento e il riciclaggio di denaro. Le organizzazioni si caratterizzano per la loro impermeabilità. Da un certo livello gerarchico in su vengono utilizzate persone di famiglia o di clan, selezionate e tenute costantemente sotto controllo. Esiste un vero e proprio servizio di sicurezza interno (come pure quello per l'attività verso l'esterno), si utilizzano codici e cifrari che vengono cambiati spesso, non si esita a togliere di mezzo ogni elemento sospetto di infedeltà. Una parte dei personaggi di vertice risiede in Europa, dispone di permessi di soggiorno regolari, svolge attività legali di copertura, sovente rappresentato da matrimoni con donne europee. Le indagini hanno accertato il collegamento con il mon- do della prostituzione, segnatamente con la copertura di artiste di ca-baret. Per i corrieri della droga le organizzazioni dispongono anche di passaporti venezuelani falsi. Un “giro” che si dirama pure in settori di altra natura. Vi sarebbero indizi di collusioni con ambienti ufficiali per il reperimento dei libretti e non solo di questi. Le organizzazioni criminali non esitano a far ricorso alla violenza e al ricatto, ad esempio il sequestro di bambini, per costringere i componenti dei gruppi a seguire rigorosamente le disposizioni. Così si evita il rischio di “sgarro”. Si hanno anche azioni di rappresaglia tra gruppi rivali per il controllo del territorio.

I CUSCINI AROMATICI

La ragnatela dello spaccio si è notevolmente evoluta e raffinata.Da tempo vi sono negozi e boutique specializzati nella vendita di stupefacenti. Offrono, e lo smercio (come i profitti) è in grande sviluppo, soprattutto nei paesi del centro Europa, i “cuscini aromatici”, imbottiti di canapa.

Non è certo una novità il fatto che i trafficanti controllano la rete degli spacciatori tramite telefoni cellulari, impiegando un numero elevato di tessere, utilizzandone una per ogni telefonata, impedendo così l'intercettazione. Una delle basi di partenza dei corrieri è la Macedonia. Preferibilmente corrieri con passaporti falsi i cui figurano minorenni.

Dalle autorità elvetiche si apprende che le droghe pesanti hanno due grossi centri di smistamento (per l'interno e per l'Europa) a Lucerna e a Zurigo e che tale mercato è controllato per il 90% da ex jugoslavi e albanesi. Nel piccolo spaccio vengono utilizzati anche rifugiati dalla Sierra Leone. Per quanto si riferisce allo spaccio di cocaina, la manovalanza è formata da clandestini provenienti da Guinea, Camerun, Mauritania e Nigeria. Ma i più agguerriti e aggressivi sono gli albanesi e i kosovari.

CONCLUSIONE

La domanda di stupefacenti in Europa è forte, in crescita per le droghe pesanti e per le nuove “versioni” dell'ecstasy (soprattutto nelle discoteche e nei centri di divertimento) e l'offerta è idonea a soddisfarla.

Il traffico e lo spaccio di eroina di fatto è diventato monopolio di albanesi e kosovari, definiti “spietati” nell'imporre regole e controlli.

Il mercato della cocaina per ora è ancora controllato da organizzazioni criminali dell'Africa occidentale e del Sud America (e parzialmente dai dominicani), ma anche in questo campo gli albanesi e i kosovari si stanno imponendo.

dal Sito InfoStoriaNews

 

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Ultimo aggiornamento 02/01/2009 02.53.50
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